08.08.2022

about me

l’architettura é un linguaggio: con le stesse parole puoi costruire infinite frasi. per prima cosa devi però conoscere la grammatica.

Penso che vivere in uno spazio composto, funzionale e rigoroso sia un vero contributo alla felicità e questa è la base di tutta la mia progettazione.
Ho la fortuna di fare l’unico lavoro che avrei voluto fare e per questo combino competenze tecniche a entusiasmo. Il mio metodo é progettare insieme ai clienti spazi che rappresentino più loro che me perché credo nell’architettura partecipata e nella correttezza del linguaggio architettonico più che alla necessità di definirmi attraverso uno stile.

brevissima bio >

Ho iniziato a studiare architettura a Napoli e proseguito a Genova dove mi sono laureata con Giancarlo de Carlo, uno dei grandi maestri dell’architettura. Con lui ho fatto anche l’ILA&UD: ho scelto questo lavoro per passione e aver avuto la possibilità di studiare con GdC ha confermato che ero sulla strada giusta.
Ho lavorato qualche anno in Germania e  sono tornata in Italia per amore. Poi tre anni per lo studio Citterio-Viel e tanti anni con BDGS architetti associati.
A 50 anni ho voluto fare qualcosa di solo mio: epdarchitecture è questo.

questo sito


06 | 01 | 2021
Questo sito ce l’ho sulla scrivania da anni ma finora non aveva trovato una forma: prima perchè cercavo l’impostazione generale perfetta, poi volevo uniformare lo stile di tutti i disegni, poi modificare tutte le foto fatte da me in cantiere, utili ma storte o sfocate. C’era sempre un motivo per cui non pubblicarlo. 
Alla fine ho pensato che la cosa migliore fosse che il sito assomigliasse al mio tavolo da disegno, con cose che arrivano, escono, si sovrappongono, disegni curati e perfetti o schizzi fatti sul retro di un foglio, sempre introvabile al momento necessario.
Quindi oggi lo pubblico così: lo modificherò in diretta, aggiungendo quello che ancora manca e migliorando quello che ancora non mi piace. Inserirò man mano le cose nuove o progetti d’archivio, con lo stesso andamento del processo progettuale come lo intendo: un continuum che parte dal primo contatto con il cliente, passa per l’interpretazione dei suoi sogni, si addentra nella parte tecnica, sopravvive a quella burocratica, si intriga nella perfetta distribuzione degli spazi, si esalta nella scelta dei materiali e si confronta con la realtà del cantiere.
E plana, alla fine, su un risultato che ha la presunzione di essere bello perché ha reso felice qualcuno.

#larchitetturarendefelici